martedì 22 agosto 2017

Il frammento di pietra che acquieta.


Il diluvio informativo che assale tutti - chi più chi meno, dipende dal tipo di consuetudine acquisita nella consultazione delle innumerevoli fonti a disposizione - anziché placare la sete di verità, finisce con accentuare il disorientamento dinnanzi agli eventi che quotidianamente travolgono, quasi sempre in maniera drammatica, culture e civiltà del mondo. Ciò che più colpisce, già da subito, il semplice buon senso è che le opinioni espresse da più fronti sulla medesima notizia divergono in maniera diametralmente opposta l'una dall'altra, quasi a fronteggiarsi come due eserciti in guerra. Fin qui, non c'è da stupirsi: gli schieramenti difendono interessi - prevalentemente economici - di non poco conto. Sono il tono saccente dell'ideologia politica o religiosa cui ci s'ispira e la veemente sicumera nel dichiarare la propria come verità assoluta, ad umiliare nel profondo gli animi deboli e fragili degli sconfitti e traditi dalla Storia: i poveri del mondo. Quando non si coglie nessuna delle ragioni del proprio essere, un frammento di pietra ad esempio.




venerdì 11 agosto 2017

Essere social.

I mutamenti in atto nel mondo dell'Informazione sono talmente profondi che risulta problematico intravederne a breve elementi di rassicurante stabilità nei comuni destini. Chiunque, dietro un'anonima tastiera e con appropriati strumenti digitali alla mano, può rendere addirittura visibili le proprie idee. Attraverso la fotografia, ad esempio, oltre che con la parola. Ciò non toglie, tuttavia, che l'Organizzazione Sociale nel suo insieme non proceda secondo lo schema strutturale dominante, quello del Potere. Tanto che chi ne è detentore, a sua volta, si propone come protagonista attivo anche all'interno delle sterminate platee social. Evidentemente esserci funge da strumento complementare per governare coscienze e consenso all'ombra di un'ufficialità sempre più formale. Fatto sta che non ci sono soltanto i tweet quotidiani dei Trump o dei Renzi ad animare la falsa democrazia del web, ma pure il vaniloquio dei piccoli potenti che dalle proprie postazioni di ruolo - sindaci, sindacalisti e quant'altri - invadono con arrogante saccenza, quando non con pesanti ricatti verbali, le platee di sudditi apparentemente consenzienti. Così finisce che, ciascuno per proprio conto alza la voce pronunciando od inneggiando alle proprie verità. Che non esistono più. La mia, lascio venga pronunciata dai pixel raggranellati in ogni dove, nell'illusione qualcuno la colga e condivida.











domenica 6 agosto 2017

Un mondo sempre più sguaiato offende ed umilia chi gli resiste con la più semplice delle armi di difesa di massa: l'umiltà. Che non significa cessione acritica del potere, bensì serena consapevolezza di un comune destino, senza alcuna promessa di gioia, se non quella che accompagna lo sguardo intenso di colui che intuisce il tuo quotidiano disagio esistenziale. Eppure non pare proprio la civiltà dell'immagine abbia alcuna intenzione di rimediare alla profonda voragine che separa chi possiede tutto da chi non possiede nulla. Così nascono le false profezie che, però, si avverano senza alcuna brusca contorsione dell'equilibrio polare, giorno dopo giorno. Per codesta ragione a me piace osservare l'orizzonte di quassù.




















martedì 18 luglio 2017

Cose da matti.

La breve storia del medium di riproduzione tecnica del reale - la fotografia - è oggetto, oltre che di una oramai pervasiva diffusione attraverso l'utilizzo dello smartphone, pure della capillare quanto incontrollabile circolazione in Rete. E' dunque scontato, a mò di premessa, che qui ci s'intenda riferire alla traduzione numerica dell'Informazione tutta. Sui cosiddetti Social resta quanto mai aperto il dibattito sulla presunta morte della fotografia e su quanto di estetico-critico venga, addirittura giornalmente, prodotto su scala mondiale. Lasciano, dunque, il tempo che trovano le scaramucce verbali tra tutti coloro che - sottoscritto compreso - pretendano di esprimere giudizi veementi su una condizione poietica non più esclusiva, come quella del fotografo di professione, bensì rilevante soltanto sotto il profilo sociale. Sarebbe auspicabile l'utilizzo di strumenti analitici ben più pertinenti - penso, ad esempio, all'Estetica, all'Antropologia, alla Semiotica ed alla Filosofia - rispetto al pettegolezzo social in uso correntemente. Soltanto il loro consapevole uso permetterebbe si formasse una nuova generazione critica. A me non resta che tradurre in immagini ciò che penso al riguardo, senza curarmi dell'opinione di chiunque.